REGIONE PUGLIA - Soluzioni condivise per lo sviluppo rurale
L’esperienza e l’impegno dell’assessore regionale all’Agricoltura Donato Pentassuglia
Politico di lunga esperienza, e uomo che conosce bene la sua terra (è nato in una contrada della Valle d’Itria, luogo magico di confine tra le province di Bari, Brindisi e Taranto), Donato Pentassuglia è stato nominato d’urgenza da Michele Emiliano per governare una materia complessa e lacerata come l’agricoltura. Qui, tra trulli, boschi, olivi e i vigneti, dai mari alla terra rossa e fra le distese di grano e muretti a secco, dove nascono i prodotti agroalimentari riconosciuti in tutto il mondo, Pentassuglia ha lavorato in silenzio, analizzando i problemi e cercando soluzioni condivise. Un approccio pragmatico e di servizio per la Puglia intera, che lo ha condotto verso la quinta elezione in Consiglio regionale dopo la tornata elettorale del 23 e 24 novembre 2025.
L’ascolto
“La porta del Dipartimento in questi anni è stata aperta a tutti. Con l’intero partenariato agricolo ho avuto sempre un confronto onesto e puntuale, duro quando necessario, con l’unico obiettivo di portare a compimento azioni a favore di tutti i comparti dell’agricoltura e della pesca pugliesi, riportandoli al centro dell’economia pugliese”, dice l’assessore regionale all’Agricoltura Donato Pentassuglia. “Ho cercato di attuare soluzioni condivise per utilizzare al meglio i fondi europei per lo sviluppo rurale, per la pesca e l’acquacoltura. In questi anni la Commissione europea ha riconosciuto più volte questo sforzo, ho provato a invertire la rotta per esempio sulla spesa dei fondi del Programma di Sviluppo Rurale, riuscendo per quattro anni di fila a raggiungere e, in alcuni casi, a superare il target di spesa. Quando mi sono permesso in consiglio regionale di alzare i toni è stato per difendere il lavoro della mia struttura, delle persone che non si vedono ma lavorano per fare funzionare la macchina amministrativa a servizio dell’agricoltura pugliese”.
Fitopatie e azioni di contenimento
“Il contenimento della fitopatia non avviene con lo schiocco delle dita. Io ho avuto dalla mia parte l’abnegazione dell’Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia, che ha dovuto gestire nuovi focolai, come quello di Canosa, Bisceglie, dell’area dell’hinterland di Bari con la scoperta di altri ceppi, pericolosi anche per altre colture identitarie della Puglia come l’uva da tavola e il mandorlo. Senza dimenticare l’ultimo focolaio in ordine di tempo scoperto a Cagnano Varano, in un camping tra gli olivi. Abbiamo campionato milioni di piante, un’azione di controllo che nessuna altra Regione in Italia e in Europa attua. Nessuno vuole tagliare alberi, ma dobbiamo affrontare questo percorso. E lo abbiamo fatto con i reimpianti di cultivar resistenti, oliveti che nel Salento hanno iniziato a produrre olio di qualità. Anche su questo ci sono state polemiche pretestuose, sull’utilizzo dei fondi del Piano straordinario di Rigenerazione olivicola della Puglia. La Regione ha competenza su 237,3 milioni di euro e a oggi ne ha impegnati 195,3. Ma ancora attendiamo, solo a titolo di esempio, risposte serie per 221 milioni di euro dal Governo nazionale, soldi necessari per lo scorrimento della graduatoria del Piano straordinario di Rigenerazione olivicola, nello specifico per 9.186 beneficiari della misura dei reimpianti. La rigenerazione del territorio necessita un sostegno reale. Oltre alle risorse richieste per la rigenerazione complessiva di tutti i territori pugliesi interessati dalla fitopatia”.
La promozione dei prodotti agroalimentari
“L’impegno è massimo e si muove su più direzioni: internazionalizzazione, sostegno alle imprese sui mercati e rafforzamento dell’identità territoriale e valorizzazione delle proprietà nutraceutiche dei nostri prodotti. Dall’olio extravergine di Puglia alla cipolla rossa di Acquaviva, passando per i frutti dell’albero del carrubo: alimenti oggetto di studio nelle nostre università e centri di ricerca proprio per le qualità benefiche per la salute di tutti e oggetto di paper su riviste scientifiche internazionali. La promozione dei nostri prodotti in questi anni è passata da un’attenta profilatura delle fiere nazionali internazionali e di settore, con la collaborazione massima con le altre strutture della Regione Puglia per dare lustro alle nostre filiere, dai cereali all’olio, dal vino ai prodotti della zootecnia e dell’ortofrutta. La Puglia è un marchio forte, riconoscibile e credibile, e il nostro compito è valorizzarne il potenziale in modo coordinato. Anche attraverso una fiera come Evolio Expo: l’olivo è il simbolo della nostra Puglia, ne esprime la caparbietà e la bellezza, unica e potente. Come i suoi frutti, il nostro oro verde”.