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Con lo sguardo intenso, diretto al futuro

Nelle sue vicende storiche Lodi ha saputo crescere con determinazione e coraggio. Ieri come oggi

Un terrazzo naturale, difeso dal fiume Adda, ai profughi di Laus Pompeia sembrò il luogo più sicuro per fondare una nuova città, dopo che gli storici nemici milanesi rasero al suolo l’antico borgo romano da cui provenivano. Fu così che l’imperatore Federico Barbarossa nel 1158 diede inizio alla costruzione delle mura di Lodi. “Da piccolo insediamento ‘di legno e frasche’ a centro urbano contemporaneo e aperto all’innovazione, questa è la Lodi che oggi vorremmo tutti conoscessero - afferma il sindaco Sara Casanova - La città porta il nome di architetti come Renzo Piano, che ha progettato un istituto finanziario come un moderno luogo di aggregazione con auditorium e piazza coperta da una tensostruttura in vetro e acciaio, di Mario Visconti che ha trasformato un ex centro commerciale in un edificio, noto come Torre Zucchetti o ‘Pirellino’, simbolo dell’architettura sostenibile, o ancora del giapponese Kengo Cuma a cui dobbiamo l’ideazione degli edifici dove nel 2019 è stato completato il trasferimento della sede della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Milano. Lodi guarda al futuro, ma con radici che rimangono profondamente ancorate alle tradizioni”.

Lo stile del Quattrocento

Passeggiando tra le vie del centro si respira la storia antica della città medioevale che, pur essendo divenuta a partire dal Quattrocento un satellite del ducato di Milano, continuò a occupare un’importantissima posizione strategica nel conflitto tra quest’ultimo e Venezia, tanto che nel 1454 accolse i delegati degli stati regionali in lotta tra loro per la firma della Pace di Lodi che garantì all’Italia 40 anni di tranquillità.

L’impronta del mecenatismo culturale del vescovo Carlo Pallavicino segnò la stagione rinascimentale.
Lodi si arricchì in questo periodo di tesori come la chiesa dell’Incoronata, progettata da Battaggio, allievo del Bramante: un impianto ottagonale, in mattoni, con dorature e affreschi, scrigno di capolavori preziosi. “L’Incoronata venne edificata ‘a spese della società laudense’, per questo si definisce ‘tempio civico’ e la proprietà è comunale”, spiega il sindaco.

“A Lodi - aggiunge - ogni stile ha la sua chiesa di riferimento. C’è la Cattedrale di Lodi, con la facciata in cotto tipicamente romanica, immersa in una delle piazze più belle d’Italia, piazza della Vittoria e l’unica di forma quadrata di così ampie dimensioni. All’interno dell’edificio sono custodite dal 1163 le reliquie del patrono San Bassiano, primo vescovo della città. Particolarissima la Chiesa di San Francesco, rimasta incompiuta, con le bifore aperte sul cielo.

Della Chiesa di San Filippo Neri colpisce il marcato stile rococò. Sant’Agnese è un bell’esempio di gotico Lombardo, mentre l’antica Santa Chiara Nuova mescola elementi di romanico e barocchetto. Vicino al fiume Adda sorge poi Santa Maria Maddalena di epoca barocca”.

La vitalità del Seicento

Nei primi decenni del Seicento, Lodi visse un periodo all’insegna della vitalità e del dinamismo economico, con netta prevalenza delle produzioni agricole e dell’allevamento di bestiame da carne e da latte che alimentava la produzione di formaggio, soprattutto grana, rinomato in tutta Europa e ancora oggi fiore all’occhiello dell’industria lattiero-casearia locale. Nella piena fioritura del barocco, i Filippini, insediati in città, diedero impulso alla costruzione del prezioso patrimonio bibliotecario che divenne di proprietà comunale nel 1792 e che oggi arricchisce la Biblioteca laudense, punto di riferimento della cultura cittadina, insieme al Teatro alle Vigne con la sua vivace e apprezzata stagione di prosa e concerti. Tra le vicende storiche che hanno contribuito a scolpire il nome della città nella memoria collettiva, merita una speciale menzione l’impresa napoleonica della battaglia del ponte di Lodi. La vittoria riportata sugli austriaci il 10 maggio 1796 fece guadagnare al giovane condottiero grande prestigio di fronte all’Europa intera, tanto che da lì ebbe inizio la sua avventura come protagonista della scena internazionale. Le tracce del fiero passato lodigiano emergono un po’ ovunque, passeggiando tra i palazzi storici, molti dei quali sfoggiano dettagli in stile Liberty e in mezzo alle bancarelle del mercato, che si estende sul selciato delle piazze centrali per quattro giorni alla settimana, o andando alla scoperta delle eccellenze dell’artigianato locale, come la produzione di ceramiche che trova in tutta la provincia un’espressione artistica di antica data.

L’essenza nella buona tavola

La vera essenza di Lodi passa anche per la buona tavola. Da assaggiare, oltre al Grana Padano, conosciuto in tutta Italia, ci sono il Granone Lodigiano, con l’inconfondibile presentazione in sottili sfoglie di “Raspadu?ra” che si sciolgono in bocca e il Pannerone, un formaggio grasso a pasta molle che si accompagna bene alle mostarde e al miele. Non manca anche il dolce tipico, la Tortionata, friabile, a base di mandorle e burro. A settembre, i sapori e i profumi del territorio trovano una degna celebrazione nel festival “Le forme del gusto”, nella cornice di piazza della Vittoria. Altro evento culinario è la “Rassegna Gastronomica del Lodigiano” che, tra ottobre e dicembre, coinvolge i ristoranti della città dove si possono assaggiare menu tipici. L’autunno lodigiano accontenta tutti i gusti. Con il “Festival della Fotografia Etica” tra mostre, proiezioni e grandi autori, si può assaporare un’atmosfera decisamente internazionale, mentre il Palio di Lodi, evoca i tornei medioevali. La rassegna “Lodi al Sole” anima la città nei mesi estivi, con una variegata proposta culturale e di intrattenimento, mentre l’inverno si scalda con le luci e i colori della fiera di Santa Lucia e della festa patronale di San Bassiano. “Da non dimenticare infine - conclude il sindaco Sara Casanova - le numerose esposizioni museali, visitabili tutto l’anno, tra cui il Museo della Stampa e della Stampa d’Arte ‘Andrea Schiavi, uno dei più completi in Italia’, e la Collezione anatomica ‘Paolo Gorini’ che rappresenta un unicum sul territorio nazionale e forse anche oltre i nostri confini”.

L’agricoltura e la zootecnia

“Il settore agricolo e zootecnico rimane uno dei punti di forza dell’economia lodigiana”, precisa il sindaco di Lodi Sara Casanova.
Lo confermano lo sviluppo di realtà come il Polo Universitario di Medicina Veterinaria o come il Parco tecnologico padano che svolge attività di ricerca mirate all’innovazione e alla creazione di valore per le filiere produttive, oltre a supportare la nascita di nuove attività imprenditoriali attraverso il suo incubatore e acceleratore internazionale di impresa “Alimenta”.

Lodi è natura

“Se siete amanti della natura - sottolinea il sindaco Casanova - venite a Lodi. Troverete una città che vive all’unisono con il suo fiume, intorno al quale prendono forma i boschi del Parco Adda Sud e un ampio reticolo di percorsi ciclopedonali, tra i più sviluppati in Italia, grazie a una scelta di sostenibilità che conferma la volontà dei lodigiani di proiettarsi in una dimensione moderna, sempre nella consapevolezza della propria cultura e della propria identità”.

Comune di Lodi

È un Comune italiano di quasi 46.000 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia lombarda, che dagli anni Duemila in particolare si è affermato come importante centro industriale nei comparti cosmesi, artigianato e lattiero-caseario. È inoltre
un vero e proprio punto di riferimento nell’ambito dell’agricoltura e della zootecnia: qui infatti ha sede il Parco Tecnologico Padano, tra i più rinomati centri di ricerca nel campo delle biotecnologie agroalimentari.

tel +39 0371 409448

www.comune.lodi.it

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